Democrazia a rischio in America: Trump e il caso Alex Pretti
Vai al contenuto

Direttore: Franco Ferraro

Perché la democrazia è a rischio in America: il caso Alex Pretti e le menzogne di potere

Donald Trump in tribunale

Dalla violenza dell’Ice alla teoria delle “bugie blu”: come la polarizzazione e la manipolazione della verità stanno sgretolando il mito democratico statunitense.

L’Ice, la polizia anti-immigrazione, ha ucciso ancora. La vittima, Alex Pretti, 37 anni, bianco, residente a Minneapolis, era un infermiere. Gli hanno sparato a bruciapelo, erano in cinque. Finti guerrieri, falsi patrioti. Dicono che avesse un’arma e due caricatori. Ma aveva il porto d’armi. E la pistola era in tasca e lì è rimasta, fino a quando non gli è stata presa da uno degli agenti. Intanto il suo legittimo proprietario era già morto. Ma – nonostante i filmati mostrati da CNN e New York Times dimostrino chiaramente che Pretti aveva un telefonino in mano e non una pistola – secondo l’Ice e lo stesso Trump era un terrorista.

Siamo di fronte alla menzogna di potere spacciata per verità ufficiale, esplosa in faccia alla democrazia, e non solo in America. Una menzogna oltraggiosa, spudorata, volgare. Vero e proprio veleno su quei checks and balances costituzionali, che avrebbero dovuto impedire la tracimazione del potere trumpiano. L’Ice è la chiara, violenta espressione di questo potere. Un potere che usa quella che di fatto è una forza paramilitare non a favore dell’applicazione del diritto, ma a favore della sua violazione.

bandiera stati uniti d'america, usa
bandiera stati uniti d’america, usa

Il totalitarismo della menzogna e il “Babe Ruth” della bugia

E la menzogna cavalca libera, nell’infinita prateria di un’America lacerata nel suo orgoglio storicamente democratico, e che assume le sembianze del totalitarismo. E – come scriveva Hannah Arendt – “Il suddito ideale del regime totalitario non è il nazista convinto o il comunista convinto, ma l’individuo per il quale la distinzione tra realtà e finzione, tra vero e falso non esiste più”. Secondo Arendt la manipolazione della verità non è un mezzo ma un fine. E in questo Trump è un fuoriclasse. È il Babe Ruth della bugia, ne lancia ogni giorno di bugie, e queste rimbalzano, da una parte all’altra del mondo, col loro carico di disprezzo e di offesa. Una larghissima fetta di mondo s’indigna, eppure la base elettorale/emozionale del tycoon sembra ancora credergli. Sono i fedelissimi del messia di Mar-a-Lago e vivono in una sorta di bolla.

Trump dice quelle che gli psicologi definiscono “bugie blu”, termine con cui vengono indicate le falsità dette a nome di un gruppo. E in un interessante articolo pubblicato su Scientific American nel 2017, Jeremy Adam Smith prendeva spunto da una ricerca di Alexander George Theodoridis, Arlie Hochschild, Katherine J. Cramer, Maurice Schweitzer, secondo i quali questo tipo di bugie blu sembra prosperare in un clima di rabbia, risentimento e iper-polarizzazione. E George Edwards, professore di Scienze Politiche alla Texas A&M University, coglie una importante sfumatura: ”La gente perdona le bugie contro le nazioni nemiche, e dato che oggi in America molte persone vedono quelli dall’altra parte politica come nemici, possono ritenere – quando le riconoscono – che siano strumenti di guerra appropriati”.

Il mito americano e la democrazia “nuda”

Mi ritrovo in questa lettura. Io sono cittadino italo-americano, grazie a mio padre. Lavorava in America. C’era stato da ragazzo, insieme ai miei nonni. Ci ritornò tanti anni dopo, per consentire a me e mio fratello di studiare in Italia. Morì a Chicago il 24 maggio 1980. Un anno prima di tornare definitivamente a casa. Io sono cresciuto col mito americano: storia, letteratura, musica. Tutto sotto il cappello della democrazia.

Quella democrazia che Trump sta sistematicamente sgretolando. Scrive bene Ottorino Cappelli nel suo recentissimo saggio “Trump e la rivoluzione americana” (Editoriale Scientifica): ”L’America di Trump ha dichiarato guerra alla democrazia liberale in nome di una democrazia nuda, senza contrappesi, fondata sul potere legibus solutus di un Capo investito dal popolo”. E più avanti un cambio di domanda: da “Quanto è folle Trump?” a “Quanto è avanzato il processo che Trump incarna?”. Io spero che questo processo subisca presto una battuta d’arresto. Spero che gli americani “democratici”, di anima e di storia, e mi riferisco anche agli americani di fede repubblicana, diano presto un segnale. Magari alle elezioni di midterm. Perché loro, insieme a noi, ci meritiamo un’America migliore.


Leggi anche
Marta Fascina riappare in pubblico: ecco accanto a chi

Riproduzione riservata © 2026 - NM

ultimo aggiornamento: 26 Gennaio 2026 11:22

Marta Fascina riappare in pubblico: ecco accanto a chi

nl pixel